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sabato, novembre 07, 2009

Il pericolo del falso moralismo

Ogni tanto, in ogni attività del quotidiano e non, è d'obbligo fermarsi un momento e riflettere per decidere se il proprio lavoro è impostato correttamente e se prosegue nella direzione auspicata.
Anche un commento, per quanto superficiale e stupido, può essere un punto di partenza per una riflessione.
Ieri nell'area apposita un utente scrive:

"Ma che è successo alla SANCHEZ???? questa è la libertà di pensiero e di stampa cubana???? Rapita e picchiata selvaggiamente da agenti del DTI. Ieri sera all' havana.
Forse stava complottando per scatenare una guerra civile!!!. VERGOGNATEVI. Siete moralmente colpevoli".


A cosa si riferisce il lettore del blog.

Questa la notizia: (fonte "Il Giornale"....)
L'Avana - La blogger cubana Yoani Sanchez, vincitrice di numerosi premi internazionali, ha affermato ieri di essere stata arrestata e maltrattata dalla polizia, seppure per brevissimo tempo, mentre si dirigeva a una manifestazione pacifista. Secondo quanto si legge sul quotidiano El Mundo, Sanchez era in strada a L’Avana assieme ad altri blogger quando è stata intercettata dagli agenti: ma la donna ha opposto il suo rifiuto alla richiesta dei poliziotti ed ha chiesto loro di identificarsi. 
"Maltrattata fisicamente e verbalmente" Le resistenze, ha spiegato la stessa Sanchez, hanno innescato la reazione degli agenti che l’hanno condotta con la forza all’interno di un’auto e l’hanno maltrattata "fisicamente e verbalmente". L’episodio non è stato commentato dalla polizia.

La frase del lettore "siete moralmente colpevoli" è legata all'episodio.
Non sono le parole in sè ad essere gravi, quanto il modo di pensare stesso di codesto individuo anonimo. 
Un pensiero in cui è lampante quanto si creda che le nostre intenzioni siano finalizzate a zittire il popolo cubano per favorire la famiglia Castro a mantenere il potere con la forza e la violenza. Mantenere lo stato delle cose in una condizione favorevoli ai pochi "inquilini" dei palazzi alti, privando il popolo d'ogni forma di libertà e cultura.
Con tali parole si crocifigge e si sentenzia il libero pensiero ed evidenzia come la nostra democrazia sia completamente e totalmente fittizia. Più nel dettaglio si tratta d'una democrazia subdola che addita chi osa toccarla mentre ostenta il proprio potere zittendo con armi nobili ed aristocratiche chi non ha il potere per tirare dalla propria parte quella bilancia presente nei tribunali e che dovrebbe essere il simbolo de "la legge è uguale per tutti".
Il fatto che tra democrazie possano insorgere guerre sanguinarie, testimonia che quando le democrazie fittizie cozzano l'una con l'altra non esitano a manifestare il proprio integralismo di fondo. 
Non sarei così sicuro che il lettore sia così democratico e che il pensiero che odia in realtà fa parte del suo essere profondo, laddove cova odio viscerale verso le differenti modalità di interpretare un concetto giusto, ma pur sempre astratto e seppur facilmente definibile, sovente difficile da applicare.
Io, come tutta l'Associazione ItaliaCuba di Verona, mi discosto da ogni forma di violenza. Forme di violenza contro le quali lotta quotidianamente, dalla più comune alla più nascosta, per salvaguardare in ogni contesto l'integrità dell'individuo.  
Ogni abuso della polizia, vero o presunto, non può essere accettato e giustificato, ma neppure possono essere prese come fonti attendibili le semplici parole di questa blogger che fa della lamentela quotidiana la propria professione e del qualunquismo la propria fede (soluzioni per cambiare quell'attuale stato delle cose che non gradisce?). E' evidente che Yoani faccia del proprio malcontento (vero o presunto), una forma di guadagno (vero e non presunto) ed il fatto che sia libera di scrivere e collegarsi ad internet è un esemplare esempio che ciò che scrive è almeno parzialmente inesatto e forzato. Le vere dittature sanguinarie su cui invece non facciamo abbastanza pressione, zittiscono realmente, tolgono dignità e calpestano individui che convivono con la guerra ogni giorno e che ogni giorno non sanno se sarà il loro ultimo giorno. In questi luoghi, dimenticati da tutti, i nostri governi tacciono, luoghi di disperazione reale, dove le lobby che oscurano il potere dei presidenti con la loro forza economica, fanno i propri interessi, scambiando la ricchezza con il sangue dei popoli. L'aiuto delle nostre democrazie (che cos'è più democratico d'una crescita globale) consiste nient'altro che in contenimento della crescita del debito pubblico, cioè in uno sconto di quei tassi d'interesse vergognosi richiesti a chi è in difficoltà e che si vede annullare anche una eventuale crescita economica, col pagamento forzato di tali imposte. Ecco cosa fanno le nostre democrazie oggigiorno.

Sono certo che anche quelle limitazioni presenti a Cuba, che taluni condannano e che ritengono essere una chiara espressione di violazione dei diritti umani, siano in realtà un sistema indispensabile per salvaguardare la sicurezza della nazione. Consiglierei al lettore a tal riguardo di informarsi sul lungo elenco di tutti gli atti terroristici commessi a Cuba in questo mezzo secolo (documentati). La fine di ogni limitazione alla libertà è il dialogo e un bloqueo asfissiante portato avanti da mezzo secolo anche dalle nostre democrazie ci rende colpevoli moralmente di eleggere governi che non si battono per cancellare questa condotta antietica e disumana.
O forse, mi vien il dubbio che il sol presidente eletto non abbia il potere di fare ciò che desidera...signori miei non iniziamo a parlare di "moralmente colpevole" perché la falsa morale, sia essa individuale o di massa,  è un arma tagliente e che nulla ha a che vedere con la libertà. Anzi.
Questo blog non può accettare una critica così grave; è importante partire da essa per moderare i toni della discussione ben consapevoli di quanto essa sia difficoltosa. 

fonti: Il giornale (http://www.ilgiornale.it/esteri/cuba_finisce_manette_la_blogger_yoani_sanchez_sono_stata_picchiata/blogger-yoani_sanchez-cuba-manifestazione-polizia-arresto-violenza/07-11-2009/articolo-id=397264-page=0-comments=1)

venerdì, ottobre 30, 2009

Cuba benificerà con il cavo sottomarino di meno costi per l'accesso a internet

L’ ambasciatore cubano in Venezuela Rogelio Polanco, ha assicurato che nelle ultime settimane sono state avviate le questioni giuridiche e le negoziazioni, per l’esecuzione del cavo sottomarino tra il Venezuela e Cuba.
“Speriamo di poter annunciare la prossima settimana l’inizio dell’opera, opera questa molto importante per i due paesi”, segnalo in una conferenza stampa.
Secondo Polanco, Cuba beneficerà per questo tipo di connessione, di meno costi per l’accesso a internet e al servizio di telecomunicazioni.
La connessione via cavo attraverserà le profondità marine tra i due paesi , tramite due fibre ottiche, a carico dell’impresa mista di telecomunicazioni Gran Caribe (Telecom Venezuela y Transbit de Cuba).
Il cavo attraverserà 1630 chilometri tra le zone di Camuri, vicina al porto de la Guaira nello stato di Vargase, e la spiaggia Siboney nella periferia di Santiago de Cuba, per il quale è stato fatto un investimento di 63 milioni di dollari.
Due biforcazioni permetteranno la conessione con la Repubblica Domenicana, le isole del Caribe orientale, Jamaica e Centroamerica, indicò una nota di stampa del ministero.


(clicca sull'immagine per ingrandirla)

giovedì, ottobre 29, 2009

O.N.U.: la condanna internazionale per il “bloqueo” si fa maggiorenne.

Il massimo forum dell'ONU ha approvato questo mercoledì per 187 voti a favore, 3 contro e 2 astensioni (Micronesia e le isole Marshall), la risoluzione intitolata “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba”.




Anche quest’anno per la 18esima volta consecutiva gli Stati Uniti sono stati isolati quasi completamente nelle Nazioni Unite davanti ad una nuova condanna emessa dall'Assemblea Generale contro il bloqueo nordamericano a Cuba.
In questo modo l’appoggio a Cuba è aumentato di due voti, in paragone con l'anno scorso, mentre gli Stati Uniti sono rimasti soli, in compagnia di Israele e Palau.

Ma allora io mi chiedo...(come ogni anno) che funzione ha quest'O.N.U. se poi la votazione espressa rappresenta per l'impero nordamericano un timido consiglio?

Cronologia delle votazioni contro il blocco degli U.S.A imposto a Cuba


Fonte foto

mercoledì, ottobre 28, 2009

Un nuovo (o quasi ) blog in rete

Un nuovo blog aperto alla discussione sulle tematiche cubane e latinoamericane, è da qualche mese in rete.
Si tratta di ACHABBLOG gestito e redatto dal compagno Paolo Rossignoli editore e fotoreporter.


martedì, ottobre 27, 2009

Cuba-ONU: Con Obama il bloqueo continua




La nuova votazione delle Nazioni Unite sul bloqueo degli Stati Uniti contro Cuba sarà la prima con Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, però “nulla è cambiato dal suo arrivo alla Casa Bianca”. La dichiarazione sulla permanenza di questo bloqueo compare in un rapporto presentato con il titolo “Necessità di porre fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba”.
L'Assemblea Generale dell'ONU voterà il prossimo mercoledì per il diciottesimo anno consecutivo, una risoluzione concernente il bloqueo imposto da Washington contro Cuba da quasi 50 anni.
La relazione sostiene che tali intimidazioni sono “l'espressione più alta della politica crudele e disumana, sono senza legittimità e legalità e deliberatamente studiate per provocare la fame, le malattie e la disperazione tra la popolazione cubana”.
Nulla è cambiato nel corso di 10 successivi governi degli Stati Uniti. Nulla di essenziale è cambiato neanche dopo l'avvento al potere del nuovo governo degli Stati Uniti, nel gennaio 2009.
Un mese fa, il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ha detto al forum più alto delle Nazioni Unite che il bloqueo rimane intatto ed è un atto unilaterale di aggressione che si deve interrompere unilateralmente.
Il documento che sta circolando afferma che le autorità americane non hanno assolutamente rispettato la risoluzione adottata lo scorso anno dall'organismo delle Nazioni Unite, che ha raccolto 185 voti a favore della revoca del bloqueo e solo tre contro.
Il testo denuncia la Casa Bianca per mantenere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e le pratiche che forniscono sostentamento al bloqueo e l’accusa di continuare a rafforzare le politiche amministrative e di esecuzione per la sua applicazione più efficace e fantasiosa.
Bruno Rodriguez ha aggiunto che il bloqueo contro Cuba non è solo una questione bilaterale tra l'isola e il suo vicino del nord, per l'applicazione extraterritoriale delle leggi statunitensi e la repressione contro le imprese di cittadini di paesi terzi mette a repentaglio la sovranità di molti altri Stati.
Dal 1991 il bloqueo degli Stati Uniti contro Cuba ha ricevuto ha condanna crescente dai membri della comunità delle Nazioni Unite, lo scorso anno è stata firmata da 185 stati, la cifra più alta registrata in tutte le votazioni effettuate fino ad ora.

Nella foto: Bruno Rodriguez ministro degli esteri cubano
Fonte articolo prensa latina

venerdì, ottobre 16, 2009

Uno strano modo di fare giustizia e informazione

Leonard Weinglass (avvocato difensore dei 5): “Il processo fu mantenuto in segreto per i media della stampa nordamericana. È inconcepibile che il processo più lungo negli Stati Uniti svolto sino ad oggi, sia stato coperto solo dalla stampa locale di Miami, soprattutto quando furono chiamati a testimoniare per la difesa, generali, un ammiraglio e un assessore della Casa Bianca.

Dov’erano i media della stampa nordamericana in quei sei mesi?

Non solo questo è stato il processo più lungo, ma era anche un caso che riguardava importanti temi di politica estera e di terrorismo internazionale. La domanda va fatta ai media nordamericani che continuano a non coprire un caso con tali violazioni dei diritti fondamentali ed anche violazioni dei diritti umani dei prigionieri".




(Antonio Guerrero)

Martedì 13 ottobre per Antonio Guerrero, uno dei 5 eroi cubani, ingiustamente detenuto da più di 11 anni a Florence in Colorado, la corte del distretto sud della Florida ha sentenziato una nuova ed ingiusta condanna. Dall’ iniziale pena che lo vedeva rinchiuso con un ergastolo e 10 anni, ora la nuova sentenza è stata commutata a quasi 22 anni di prigione.
La sentenza inizialmente era stata considerata eccessiva, contraria alle norme legali vigenti e dichiarata nulla dalla Corte d’Appello dell’11º Circuito, dove ha stabilito che l’accusato non aveva avuto ne trasmesso informazioni relazionate con la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Quest’ultimo episodio è un’ennesima prova che conferma l’assoluta arbitrarietà del processo, contro i 5 eroi, che sono stati reclusi negli Stati Uniti unicamente ed esclusivamente per aver combattuto il terrorismo anticubano, promosso dalle autorità nordamericane.
L’irrazionale dismisura delle condanne inflitte ai 5 eroi era uno degli aspetti reclamati dalla difesa, rispetto al quale è stato possibile ottenere un successo parziale, limitato e contraddittorio.
Nel 2008, la Corte d’Appello di Atlanta, che aveva ratificato gli ingiusti verdetti di colpevolezza dei Cinque, ha poi annullato le sentenze di Antonio, Ramón e Fernando e disposto che fossero nuovamente sentenziati.

L’ottenimento di questa revisione di condanna è il risultato dell’estenuante lavoro dell’avocato difensore di Antonio, Leonard Weinglass, e del tenace appoggio solidale internazionale.

martedì, ottobre 13, 2009

MILANO - CUBA: il ponte della solidarietà

Sabato 1o ottobre a Milano la solidarietà dell’associazione Italia-Cuba ancora una volta a preso materialmente vita.
A dire dei svariati compagni che vi hanno partecipato, la manifestazione è stata un vero successo.
Purtroppo io non c’ero per motivi familiari.
L’avvento ed i preparativi di questa manifestazione, comunque è stata per me un’occasione per poter riflettere un po su tale vicenda.

La triste vicenda che vede oramai da 11 anni ingiustamente incarcerati i 5 eroi cubani, per motivazioni assurde (che potete trovare qui) sta assumendo sempre più un profilo grottesco.
È ovvio che per noi italiani Cuba è comunque un paese lontano, poi se aggiungiamo questo un apparato informativo non sempre limpido ed obiettivo, magari un appartenenza a qualche schieramento politico contrario alla ragion di stato cubana diventa pressoché impossibile avere le idee ben chiare su tale vicenda, ed ovviamente su tutte le vicissitudini cubane.
Per fortuna che esiste internet!!.
Spesso parlando con amici o conoscenti mi rendo conto che nelle loro domande od osservazioni giace già una sentenza di condanna verso Cuba, che mi lasciava inizialmente basito, visto che con certezza sapevo che di Cuba non conoscevano nulla. Ora a distanza di qualche anno, a tali discorsi annuisco con discrezione e con "savu affaire" li invito ad informarsi con maggiore attenzione.
È incredibile e spaventoso come nei riguardi di Cuba certe persone si creino dei castelli di pregiudizi cosi ben radicati.
E non parliamo del caso dei 5, per certe persone che conoscono ben poco di questa vicenda, e che ignorano persino la loro nazionalità e che per qualche strana sinapsi celebrale collegano a Cuba, per loro sono delle spie sanguinarie e basta.
È ovvio che come il governo anche la stampa ha il popolo che si merita e quindi se la D'Addario sui nostri schermi televisivi è stata intervistata dopo lo “Zaire” , figuriamoci se qualcuno può occuparsi con oculatezza di quell’isola comunista e ribelle tanto lontana.

Ma se invece che cubani, i 5 eroi fossero Statunitensi, che impatto avrebbe avuto politicamente e mediaticamente tale vicenda?

Personalmente trovo assurdo ed ingiusto che in certe circostanze esista una visione parziale di Cuba, che di vero esista solo il “male” e che tutto quello che riguarda i traguardi spesso incredibili ottenuti da Cuba siano solamente “propaganda” governativa.
Chi assiste e segue con un po d’attenzione Cuba sa che non è così , non è nella logica delle cose.
Un paese che nonostante un anacronistico blocco economico ha saputo creare situazioni di tutto rispetto e rilievo in vari campi, dal sanitario al scientifico… un paese che gestisce con integerrima risolutezza una situazione sempre sul filo del collasso economico, bombardato dai media prezzolati dall’impero, e che ha saputo sempre andare avanti nonostante tutto, non può e non deve essere tacciato come modernamente vengono definiti certi paesi dagl’esportatori di democrazia, cioè come paese canaglia.

Non è possibile che tanti italiani conoscano la bloguera anticastrista amata da certa stampa italiana, e che non conoscano il caso dei 5 eroi cubani, che come ripeto sono in galera ingiustamente da svariati anni, come è assurdo che a Cuba sia stata creata una medicina straordinaria (hebertrop–p) che cura le complicanze causate dal diabete e che l’impero nordamericano piagato da tale malattia, rifiuti il commercio con Cuba di questo medicinale, per pure motivazioni politiche. Sarebbero innumerevoli i casi assurdi che potrei elencare, ma mi fermo qui.

Le cause e le concause che gettano confusione sul panorama cubano sono svariate, ed è per questo che personalmente cerco di guardare tali vicende adoperando sempre il mio buonsenso, che ritengo sia indispensabile per avvicinarsi all’unica cosa che veramente conta: la verità dei fatti.