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martedì, marzo 02, 2010

Zapata Tamayo e la manipolazione mediatica contro Cuba

Il decesso avvenuto nella citta capitolina cubana, il 23 di febbraio , del recluso Orlando Zapata Tamayo, come conseguenza di un digiuno volontario , è utilizzato in una campagna di diffamazione contro Cuba. Il seguente video mette allo scoperto la verità.




FONTE:http://yohandry.wordpress.com/

domenica, febbraio 28, 2010

Comunicato Stampa sulle dichiarazioni USA su Orlando Zapata

[1] E’ incredibile la facciatosta degli Stati Uniti sulla vicenda di Orlando Zapata Tamayo. Non solo l’Amministrazione statunitense ha ancora aperta quella orrenda prigione che è Guantanámo dove hanno torturato e privato dei diritti umani decine di persone innocenti; ma hanno nelle loro carceri da 11 anni cinque innocenti cubani che stavano sventando attentati terroristici contro il loro paese organizzati da elementi controrivoluzionari cubani che vivono in Florida.
Gli Stati Uniti stanno violando impunemente i loro diritti umani e civili sottoponendoli a un regime carcerario durissimo e ingiustificabile dopo processi farsa con i quali li hanno condannati a pene spropositate.
Adesso ci sarà una copertura mediatica senza nessun ritegno su Orlando Zapata che farà ulteriormente calare il silenzio sull’arroganza e la brutalità degli Stati Uniti contro Cuba.

Ricordiamo a tutti che dall’inizio di questo anno ad oggi sono 10 i detenuti suicidatisi nelle carceri italiane, nessuno di questi ha avuto lo spazio che i media stanno dando a questo Orlando Zapata.

La Segreteria Nazionale - Italia-Cuba

SUL CASO DI ORLANDO ZAPATA TAMAYO

Orlando Zapata Tamayo, di 42 anni, non fa parte dei mercenari che furono processati nel marzo del 2003 (non è uno dei 75).

Si è dichiarato in sciopero della fame il 18 dicembre 2009, rifiutandosi di ricevere assistenza medica. Ciò nonostante, è stato trasportato prima al Posto Medico della prigione, poi all’Ospedale Provinciale della città di Camagüey e poi all’Ospedale Nazionale dei Reclusi di La Habana.

In tutti i posti, gli sono stati fatti esami clinici e gli è stata prestata tutta l’assistenza medica necessaria, compresa la terapia intermedia e intensiva e l’alimentazione volontaria per via parenterale (endovenosa) e enterale (mediante sondino) e gli sono stati garantiti tutti i medicamenti e i trattamenti necessari fino alla sua morte. Questo è stato riconosciuto anche da sua madre.

Il 3 febbraio ha avuto febbre che è scomparsa in 24 ore. Successivamente, gli è stata diagnosticata una polmonite che è stata trattata con antibiotici e i procedimenti più avanzati. Essendo compromessi entrambi i polmoni è stato assistito con la respirazione artificiale fino alla morte.

Dopo l’entrata nello stabilimento penitenziario, la madre di Zapata Tamayo, Reyna Luisa Tamayo, si è legata ad attività di gruppi controrivoluzionari per le quali riceveva denaro da organizzazioni controrivoluzionarie che agiscono nel territorio degli Stati Uniti, come la Fondazione Nazionale Cubano-Americana.

[1] FONTE: http://www.italia-cuba.it/associazione/segreteria/comunica_copy%2847%29.htm



giovedì, febbraio 18, 2010

Contro el bloqueo!

giovedì, febbraio 04, 2010

La CNN manipola la presenza cubana in Haiti

Carlos Guillén Rodríguez, il medico cubano intevistato dalla televisione nordamericana, la quale attribui altra nazionalità, non comprende come possa essere accaduto, considereato inoltre che tutti gli specialisti dell'ospedale erano "criollos".


http://teveo.icrt.cu/m96b5j

La versione in spagnolo, della televisione nordamericana CNN, visibile al link, non solo occulta la presenza di medici cubani nel paese disastrato dal terremoto, ma intervista un medico cubano, mostrandolo come spagnolo.

sabato, gennaio 09, 2010

Celia Sanchez: sensibilità e patriottismo

Ripassare la vita di Celia Sanchez Manduley in occasione del 30°anniversario della sua morte, l'11 gennaio 1980, costituisce un appassionante esercizio che arricchisce la sensibilità e la fibra patriottica.

Contrastano immediatamente la figura minuta e l'essere discreto di questa singolare donna, con un'enorme capacità per avere influenza sugli avvenimenti in cui è intervenuta ed impregnarli del suo segno distintivo personale. Nei mesi anteriori allo sbarco degli spedizionieri del Granma, la giovane avvocata di Manzanillo ha lavorato infaticabilmente ed ha assunto degli innumerevoli rischi nell'assicurazione dell'audace operazione concepita in Messico dal leader del Movimento 26 di luglio, Fidel Castro. Il suo lavoro organizzativo, realizzato precedentemente nelle zone di Manzanillo, Pilon e Niquero, era stato destinato a creare una rete clandestina, in grado di offrire sostegno allo sbarco e garantire la sopravvivenza degli spedizionieri. Questo complesso compito le ha richiesto una costante mobilità in un territorio eccessivamente vigilato, ragione per la quale doveva impiegare tutta la sua astuzia e la sua intelligenza. La missione è diventata molto più complicata e rischiosa dopo la dispersione degli uomini del Granma, provocata dall'attacco sorprendente di cui sono stati oggetto a Alegria de Pio. Durante lo sviluppo della guerra, il suo contributo sarebbe stato costante e prezioso, al punto che sarebbe diventato indispensabile. Lo ha fatto di tale modo che ha fatto diventare la cosa eccezionale in quotidiana con quel modo tanto speciale di affrontare le maggiori responsabilità, nel contempo che si occupava apparentemente dei dettagli insignificanti. Dopo il trionfo della Rivoluzione, lei ha messo a disposizione la sua capacità e la sua energia per eseguire in modo esemplare le responsabilità che gli sono state assegnate dallo Stato. Allo stesso tempo, stava attenta alle necessità della popolazione e dei suoi compagni di lotta. Grazie alla sua meticolosità esistono oggi più di 70 mila documenti della lotta insurrezionale cubana, decine di migliaia di materiali grafici, oltre a esemplari di rapporti, della stampa clandestina ed altre preziose attestazioni. Con lo scopo di ottenere questo incalcolabile tesoro, ha collocato persino dei fogli di carta carbone sotto le note scritte da Fidel, perfino nelle più complesse condizioni della guerra nella Sierra Maestra. Ha organizzato e conservato tutto nell'Ufficio di Temi Storici del Consiglio di Stato, come possono farlo soltanto coloro che sono impregnati di un profondo sentimento di responsabilità e di amore, e possiedono inoltre un carattere in grado di riunire dolcezza, affetto, passione ed allegria di vivere. Giusta ed esatta la definizione di Armando Hart, quando nei suoi onori funebri ha espresso:
“Celia era e sarà sempre per tutti i suoi compagni, la fibra più intima ed amorevole della Rivoluzione cubana: la più affettuosa delle nostre sorelle. Il più autoctono fiore della Rivoluzione”.
L’Avana, 8 gen (Prensa Latina)