
Castro come James Bond mi verrebbe da dire. E non stonerebbe alchè il paragone pensando a tutte le morti che Castro è riuscito ad evitare in un modo o nell'altro.
Speriamo che si rimetta anche questa volta e che la sua corazza sia più forte d'ogni albero secolare cubano.
Proprio in merito a tutte le congetture architettate dalla CIA e dalla Fondazione ideata da Reagan negli anni 80 prende spunto il documentario che va in onda in questo periodo su Channel 4 "638 ways to kill Castro".
Come non ricordare il fungo dall'alta tossicità cutanea disseminato nella muta da sub, o il barista-killer assoldato per avvelenare una bevanda mai consumata.
O ancora i tentativi di screditarne l'immagine rendendolo impresentabile in pubblico, facendogli cadere barba e capelli. O il sigaro esplosivo.
E ancora altri presunti tentativi d'avvelenamento, una donna assoldata per ucciderlo alla quale Castro stesso consegnò la propria pistola.
Insomma, si dai, le classiche AMERICANATE. Il colpevole ha lasciato troppi indizi per non essere smascherato...
Per non tralasciare i tentativi più drammatici, che hanno attentato ahimè indirettamente alla stabilità di Fidel. Tentativi terroristici, destabilizzanti, che elencherò in altro momento.
Ma come non ricordare le epidemie batteriologiche, forme virali che hanno costretto il governo cubano a sopprimere una quantità indefinita di suini, tentativi d'arrecare danni climatici sperimentando sostanze che a contatto con le nubi fossero in grado di impedire le precipitazioni arrecando così siccità. Attentati a punti strategici ed economici.
Attentato al decimo congresso della Cumbre, organizzato da Posada Carriles con l'aiuto di 3 complici.
Castro è ancora vivo e sta combattendo l'ennesima battaglia. Come ha detto Chavez, si sta rimettendo in forma per iniziare "un secondo mandato".
1 commenti:
carissimi compagni, ho pubblicato da poco un post sulla giornata di ieri al festival di roma in cui ho visto Fidel cuenta el Che tratto da Cuban Memories di Gianni Minà!
vi invito a leggerlo!
ciao carissimi
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