Cuba: giornata contro l'omofobia
Cuba, Habana: si è celebrata a Cuba il 17 maggio, la giornata mondiale contro l’omofobia organizzata dal centro nazionale d’educazione sessuale (CENESEX) con l'appoggio di varie istituzioni statali, governative e organizzazioni civili. Tra i presenti vi erano Mariela Castro Espin direttrice CENESEX e Ricardo Alarcon, presidente del Poder Popular il quale in un passaggio del suo intervento ha ribadito "che Persuadere, capire la diversità sessuale e sradicare l’omofobia come una delle forme di discriminazione più presenti nella società attuale è, espressione di solidarietà e la solidarietà, è parte del socialismo”. Mariela Castro Espin, figlia del Presidente di Cuba Raul Castro, e della partigiana recentemente scomparsa Vilma Espìn fondatrice storica del FMC (Federación de las Mujeres Cubanas) ha detto "che Cuba si propone la ricerca di spazi e soluzioni ai conflitti di genere e sessualità, che sono ancora permeati da molti pregiudizi." La giornata si è celebrata nel Pabellón Cuba a L’Avana, e moltissime sono state le iniziative educative e culturali ed ha assicurato Mariela Castro che “queste azioni educative dureranno tutto l’anno, con l’obiettivo di promuovere la comprensione e il diritto al libero orientamento sessuale e all’identità di genere”. Nei vari dibattiti realizzati, persone omosessuali hanno invitato le famiglie cubane le scuole e la società, a comprendere ad apprendere e a convivere con loro, con gli stessi diritti.
Scritto da Francesco
Intervista a Mariela Castro Espin
M. C.E.: “Mia madre ,Vilma, creò questo programma di educazione sessuale nazionale perché era la presidentessa della FMC (Federación de las Mujeres Cubanas). Negli anni 60, quando nacque questa organizzazione, il problema principale delle donne riguardava la loro salute riproduttiva e sessuale. La prima causa di morte era l’aborto clandestino. Infatti, fin dagli anni
Domanda: “Da tempo ti occupi dei diritti dei gay, dei transessuali e delle donne, dei diritti di persone di vario genere. Che importanza hanno rispetto a tutte le tipologie di diritto che devono essere tutelate”?
M.C.E.: “Mia mamma ha lavorato tanti anni ed io posso fare qualcosa grazie a tutto quello che lei ha fatto. Ho iniziato a lavorare in questo senso, perché vedevo che la società non è giusta con questa gente, non mi piace vedere che una persona può guardare all’altra da sopra come se gli altri fossero inferiori. Questo non lo sopporto, però ho dovuto studiare per fare ciò. Una volta dieci anni fa volevo scrivere un articolo per una rivista, che io dirigo dal 1994, che si chiama “Sexologia y Sociedad” per parlare delle persone omosessuali e di quanto soffrivano. Ma sono rimasta molto colpita da quello che mi hanno raccontato, che non potevo scrivere, era troppo triste.
Allora ho dovuto studiare molto, per avere la capacità di lavorare e scrivere specialmente sulle persone transessuali, siccome la legge non parla di loro, la politica non parla di loro, rimangono come paria nella società e non mi piace”.
Domanda: “A che punto è la discussione sulla proposta di legge, di cui tu sei la promotrice principale, relativa all’autorizzazione alle operazioni di cambio di sesso e la modifica dei documenti d’identità dei transessuali diagnosticati”?
M.C.E.: “Il Partito Comunista di Cuba ha preso la decisione di rivedere le leggi e capire che cosa rimane ancora a livello di discriminazioni, per toglierle, modificarle. Questo mi fa molto piacere, mi fa sentire l’appoggio del governo di Cuba e della politica cubana, che riconoscono la nostra responsabilità professionale, hanno rispetto per il nostro lavoro. Infatti, mi sono occupata di questa proposta in quanto direttrice del CENESEX, illustrandola e supportandola con argomenti scientifici, che dimostrano che la società cubana ora è pronta per questo.Pertanto il governo cubano l’ha accettata e la sta valutando, perché come dicevo riconosce la nostra professionalità ed il lavoro svolto”.
Domanda: “A questo proposito come vede Cuba rispetto ad altri paesi”?
M.C.E.: “Ci sono alcuni paesi che hanno leggi molto importanti, che noi abbiamo letto e studiato attentamente. Recentemente la Spagna ha fatto leggi valide, così come l’Inghilterra ed il Belgio, ma la cosa che manca loro e che noi abbiamo è un programma nazionale che faciliti il cambio di legge. La legge è un’espressione della politica, è importantissima, ma se non la supporti con una strategia educativa non stai facendo niente. Noi stiamo accompagnando questa modifica della legge con una strategia educativa basata sull’informazione attraverso la televisione, la radio e la scuola con il programma di educazione sessuale in generale, per aiutare la gente a capire che è necessario. Dal 10 al 17 maggio verrà organizzata a L’Avana una settimana dedicata alla lotta contro l’omofobia con diverse iniziative artistiche, libri, riviste inerenti l’argomento”.
Domanda: “Sono quindi ben accolte queste iniziative”?
M.C.E.: “Non so cosa succederà, è la prima volta che viene organizzata a questo livello. Lo scorso anno per l’occasione ho fatto solo la presentazione di “I ragazzi non piangono”, che è un esempio molto interessante di omofobia e transfobia. Abbiamo presentato questo film americano in un cinema ed abbiamo convocato tutta
Domanda : “A proposito della telenovela, trasmessa dalla televisione cubana, “La cara oculta de la luna”, fra i cui protagonisti c’è un omosessuale, che impatto ha avuto sulla società”?
M.C.E.: “Quando negli anni 80 è iniziata l’epidemia del SIDA (AIDS), si discuteva su come affrontare il problema con

4 commenti:
Nel mio paese abortire PER LE donne e quasi come bere una aspirina,e qualcosa que si fa, e BASTA. Forse sabette quanti aborti si fanno ANNUI? Chiedeti alla NIPOTINA DI...vi posso fare un calcolo al VOLO,,,per lo basso un aborto per ogni donna in età riproduttiva anuo...Di media penso che una donna a CUBA prima di avere un figlio -DI MEDIA- si fa tra due e tre aborti. FATTE CONTI.
La dona deve avere diritto su il suo corpo, ma una volta che ingendra il CORPO DI ALTRO, NON STIAMO PIU PARLANDO DIL SUO CORPO....SI PUO PENSARE PRIMA DI,,,
SALUTI CARI COLLEGHI...
quindi oltre che con il "regime castrista" nutri una considerazione nulla anche verso tutte le donne del paese da cui provieni.
Si insomma, che tu non ti identifichi più con il popolo cubano l'avevamo capito.
PARLO DI FATTI PER TROPPO ...BONITO!!! NON DELLE MIE CONSIDERAZIONE, FATTE UNA RICERCHA SERIA E VEDETE CON VOSTRI OCCHI,,,SE VOLETE,,
ME IDENTIFICO CON IL POPOLO CUBANO , CON YOANI SANCHEZ,, E OSCAR ELIAS BISCET, LI CONOSCI TUTTI??? CON QUELLI CHE DESIDERANO UNA CUBA NON SOLO PER CASTRO, CERTO NON ME IDENTIFICO CON TE CHE NON FAI ALTRO CHE MANTENERE VIVA UNA IDEOLOGIA PER VENDERE IN BANCARELLE,,,
Signora, io lavoro. E sino a prova contraria vivo nel mio paese d'origine.
Sino a prova contraria è lei che va sul personale in un sito che non è di sua proprietà.
E' lei che si ostina a scrivere in un idioma che non conosce nonostante tutti i buoni tentativi.
E' lei che si auspica una Cuba democratica senza conoscere il senso (e qui lo dimostra) di questo termine.
E' lei che si ostina a vivere nell'utopia di ritenersi una persona seria giudicando gli altri.
E' lei che è in conflitto con la sua terra nativa per chissà quali reali motivi.
Non sono io ad essere passato da un'ideologia ad un'altra per cercare un appiglio economico che mi sostenga.
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