domenica, maggio 11, 2008

RIFLESSIONI

Verona.
E' accaduto un episodio drammatico che ha portato alla morte d'un ragazzo.
Tra le strade del centro storico, a tarda ora, si è consumata una tragedia impensabile.
Un gruppo di facinorosi bulletti ha coltivato nelle proprie aspre menti il seme dell'odio, attingendo all'ideologia nazista.
L'ideologia vuota è cresciuta; sentimenti di rabbia e desolazione hanno contraddistinto nei mesi l'esistenza di questi esserini.
Si sono imbattuti in tre ragazzi. C'è stato uno scambio verbale ed è accaduto ciò che siamo venuti un pò tutti a sapere. Il come, nei dettagli, verrà accertato o forse non lo sarà mai.
Ma il come non deve cambiare la sostanza.
Il prodotto finale è un ragazzo deceduto.
Laddove vi è il dubbio evitiamo di sentenziare verità creando imprecisione.
Si parla di ragazzi con una certa tendenza alla violenza e con una simpatia per il nazismo. Idee fasciste. Fascisti che non hanno ucciso per fascismo.
Hanno ucciso perché violenti. Violenza che hanno cercato anche in una passione ideologica repellente.
Ma che non deve far passare in secondo piano le reali modalità del perché è accaduto.



Ho letto siti amici che hanno politicizzato il fatto.
Ora, da quanto ho capito, anche dare una propria versione dei fatti è di destra e di sinistra.
Cioè se dico che il movente politico non c'entra sono di destra, se invece affermo il contrario sono di sinistra. (ndr: per sinistra intendo quella che non è più rappresentata in parlamento).
Non voglio entrare nei particolari anche se potrei farlo. Ma è anche questo poterlo fare, volendo, che mi ricorda come un pò di silenzio tutto sommato sia la cosa migliore.

Sembra quasi che la morte del ragazzo sai un fatto che passa in secondo piano. La cosa grave, il cartellone pubblicitario della vicenda è il luogo in cui è accaduto ciò.
E' la città la protagonista, una città dove si legge "con dieci mesi di gestione Tosi il centro storico di Verona è diventato invivibile per alcune persone che sono generalmente considerate diverse da altre

Ho letto una serie vergognosa di strumentalizzazioni politiche, che hanno abusato dell'accaduto per continuare una guerra tra bandiere che non ne vuole sapere di mettere da parte l'astio e cercare di utilizzare l'intelligenza e l'esperienza dei drammi passati come una unica bandiera.
Una bandiera che è spinta in un'unica direzione nell'interesse del popolo e dei popoli.

Noto che è quasi impossibile non politicizzare un intervento sulla vicenda. Che tristezza. Esprimere un'opinione, condividere il dolore e cercare di reprimere la violenza.

Ci si confonde un pò quindi. La cosa grave è il dramma che è accaduto o il numero di voti che raccoglie la Lega Nord a Verona?
Se lo stesso dramma fosse accadsuto in un'altra città, si attribuirebbe ancora lo stesso movente politico all'accaduto con una tale certezza?

In un commento trovo:
"E' ovvio che non è solo colpa di Tosi, il fatto che a Verona si è lasciato correre per troppo tempo e ora girano per la città come cani sciolti per lo più con la compiacenza del sindaco"
Ed ancora: "E voleva dire che giovani con i capelli lunghi o con un look che potrebbe essere identificato come di sinistra, extracomunitari, nomadi, gay vengono generalmente minacciati, picchiati, infastiditi da altre persone. E questo è vero, in questi giorni è riportato praticamente dovunque, in televisione e sui giornali".

Sul fatto che si sia lasciato correre, A VERONA, per troppo tempo, non capisco bene a cosa ci si riferisca. Verona non è più violenta d'altre città, statisticamente parlando. Inoltre non dimentichiamo che Verona stessa fino a dieci mesi orsono è stata governata da una giunta di centrosinistra.
Circa l'ultima frase invece "...e questo è vero, in questi giorni è riportato in televisione e sui giornali...", se tutto ciò che i giornali e le televisioni vanno riportando rispecchiasse sempre la realtà, non ci sarebbe la necessità d'una controinformazione (che trovo necessaria e quasi sempre utile e veritiera). O sbaglio?

8 commenti:

Marcello ha detto...

Noto che i riflettori del grande circo mediatico si sono accesi improvvisamente, e nel giro di pochi giorni si spegneranno di nuovo.
Rispetto il silenzio che certi drammi richiedono, ma questo è forse l'unico momento di parlare.
Degli articoli sui giornali e delle statistiche sulle aggressioni a Verona non me ne faccio niente, la realtà qui è drammatica.
Ho amici che sono stati picchiati in questi mesi e che non hanno sporto denuncia sapendo che il giorno dopo sarebbero stati gli "infami" da eliminare.
Tutti voi ricordate "l'accoglienza" riservata al figlio di Perini all'uscita dal Malacarne: con catene, lucchetti e coltello poteva capitare a lui.
Di provocazioni ne ho ricevute personalmente in più di una occasione e via...si accellera il passo.
L'impressione che questi giovani nazi-fascisti abbiano iniziato a battere le strade del centro rendendole off-limits a suon di pestaggi e minacce è da tempo un dato di fatto.
E il clima che si respira in questi mesi a Verona ci ha fatto tristemente commentare che prima o poi ci sarebbe scappato il morto...
Allora io capisco che davanti a questi drammi serva il silenzio, e condivido con Luca l'osservazione sulle strumentalizzazioni ridicole fatte in questi giorni (ma queste si mettono in conto).
Voglio però sottolineare che è proprio il momento di farsi sentire, e di coinvolgere anche tutte quelle persone moderate ma antifasciste che non immaginavano neanche che succedessero queste cose.
La storiella della nostra bella città-bomboniera e dei bravi ragazzi veronesi è una cazzata. Verona è gonfia di odio.
Verona è pericolosa non solo per colpa di alcuni "extracomunitari" ma anche per le squadracce fasciste che si sentono protette politicamente dalle autorità cittadine.
I bravi ragazzi veronesi picchiano, odiano e, a volte, uccidono.

Nicola non è stato ucciso per le sue idee politiche, ma per l'odio, l'intolleranza e la violenza che si cova in partiti come forza nuova, un associazioni criminali come il veneto fronte skinhead, e in una curva violenta e fascista come quella del verona.
Nicola non era di sinistra, non lo so e non mi interessa, ma di sicuro quella violenza è quella di estrema destra che stiamo provando sulla nostra pelle in questi mesi.

Questo è un problema grave, non il venditore abusivo e il bivacco dei turisti.
In una normalità fatta di falsi problemi e di emergenze securitarie inventate, mi sembra che sia proprio il caso di farsi sentire, per quei pochi giorni "concessi" dai ridicoli tempi mediatici.

Marcello ha detto...

Segnalo:

Da www.repubblica.it (8 maggio 2008)
di Giuseppe d'Avanzo

"[...]Chiamare le cose con il loro nome. È difficile contestare che il
sindaco di Verona, Flavio Tosi, alimenti la "naturalezza" di quel grido di
battaglia "identitario". Che diffonda il presupposto che "si appartiene per
effetto della nascita". Non per altro, qualsiasi cosa tu sia e faccia.
Flavio Tosi non è un fascista. È un leghista che ama i fascisti, li coccola,
li asseconda, forse cinicamente se ne serve. Oggi che la tragedia si è
consumata, è evasivo, a volte frivolo, a volte ringhioso quando gli si
ricorda che appena in dicembre ha sfilato accanto a nazisti del Veneto
Fronte Skinheads; che appena qualche anno fa (11 settembre 2005) offrì le
sue parole solidali - con una visita in carcere - a cinque giovani fascisti
che avevano massacrato e accoltellato due ragazzi di sinistra, frequentatori
di un centro sociale.

Tosi ha grandi ambizioni politiche (sarà il nuovo governatore del Veneto nel
2010?) e questa storia tragica, da cui non riesce a uscire senza danno
pubblico o con un alleato in meno, può azzopparlo. L'opposizione gli ha
chiesto che si scusi di quelle spensieratezze. Tosi non ha trovato ancora la
forza di farlo. Chiamare le cose con il proprio nome. Verona - città
straordinariamente generosa nella solidarietà e nel volontariato - assiste
al suo incrudelimento distratta, indifferente, senza rimorso o colpa. Guarda
da un'altra parte per non vedere, per non vedersi, per non interrogarsi.
Come il vescovo, monsignor Giuseppe Zenti. Scrive ai giovani della città.
Immagina di inviare sms per conto di Nicola. Scrive: "Abbiate fiducia nelle
grandi vette. Valorizzate i giorni della giovinezza. Fatevi onore. Fateci
vedere quanto valete. Realizzate una vita di grande qualità, degna
dell'essere giovani".

Come se esistessero soltanto le scelte personali e non anche le
responsabilità collettive, i modelli culturali, i quadri pubblici, l'assenza
della benché minima opera di manutenzione sociale (senso civico, legalità).
Come se Nicola e Raffaele non fossero caduti su quella "trincea profonda e
invalicabile scavata in città tra il "fuori" e il "dentro" di un territorio
e di una comunità". Al portone del Bra, ricorda Francesco Butturini, è
scolpita una frase dell'Amleto: "Non c'è mondo, fuori di questa città". C'è
a Verona chi sembra crederlo per davvero. Raffaele lo ha creduto. Troppo
facile ora dirlo solo un delinquente. Troppo ingiusto dire, la morte di
Nicola, "un caso isolato". [..]

Luca ha detto...

In fin dei conti sono proprio le statistiche che danno un'immagine oggettiva della realtà dei fatti...quindi di qualcosa me ne faccio...al di là di come un fenomeno possa essere percepito.

Invece mi trovi d'accordo sul coinvolgere i moderati per far notare loro come il fascismo ed ogni sua forma di reincarnazione sia in sostanza un puro richiamo alla violenza ed al lato peggiore dell'uomo, che accantona la propria indole solidale.
Ma come vedi, stiamo analizzando un altro problema anche noi ora.
Facciamolo separatamente se ti sta a cuore. Non sono i titoli sui giornali a risolverlo. Questi titoloni portano solo indignazione ipocrita, in cui le emozioni lievitano, si sollevano e scompaiono senza lasciar traccia, nel giro di pochi istanti.

Molta gente è d'accordo con noi a condannare la violenza. Cerchiamo di unirci almeno in questo.
Il resto viene in un secondo momento.

Annalisa Melandri ha detto...

"E' ovvio che non è solo colpa di Tosi, il fatto che a Verona si è lasciato correre per troppo tempo e ora girano per la città come cani sciolti per lo più con la compiacenza del sindaco"
Luca non ho problemi, potevi benissimo citarmi, visto che nel blog quando scrivo qualcosa lo faccio sempre con nome e cognome. Quella frase l'ho scritta io e la confermo, ovviamente non vivo a Verona, ma è noto, tutti sanno che Verona è città tradizionalemnte animata da sentimenti di ultra conservatorismo cattolico di destra. Perchè negarlo? Perchè negare che i 5 ragazzi da quegli ambienti provengono, che poi ne capiscano o meno il significato non importa, quello è l'humus sul quale la loro violenza cresce. Perchè non dire che è anche qualcosa che coinvolge le loro famiglie dal momento in cui l'avvocato di tre o quattro di loro è il tal Bussinello. Il movente Luca sicuramente non è politico, ma cosa vuol dire? una certa politica violenta e fascista porta sempre a violenza gratuita contro il prossimo, contro chi è diverso da te. A Verona lo ripeto, ma come sta accadendo un po' dovunque troppo si è lasciato correre, manifestazioni di Forza Nuova, il VFS, pubblicazioni varie e raduni sono stati tollerati anche dal precedente sindaco. L'Italia ha la memoria corta caro Luca e ha dimenticato presto ciò che è stato. Un caro saluto.
Annalisa Melandrialisamelandri@yahoo.it

Luca ha detto...

Bussinello,
certo. Avvocato, molto vicino agli amici di Forza Nuova, oltre che alla curva dell'Hellas. Da tempo approfitta dell'Hellas per recitare il ruolo di protagonista nell'acquisto del pacchetto di maggioranza della società da parte di un gruppo di imprenditori a noi sconosciuti.
Tutti i nodi tornano al pettine, ok.

Il movente non è politico. Sei d'accordo. Tu stesso lo dici. E io te lo confermo.

Vogliamo parlare poi di come il nazismo possa ricondursi a fenomeni di violenza e viceversa? Ok.
Sono il primo a volerlo fare, ci mancherebbe altro.

Ma se il movente non è politico, perché farlo passare come tale?
Perché proprio ora questo sdegno per il nazismo nelle sue mille forme, sulla scia dell'ipocrisia dei titoli del giorno?
Annalisa, mi trovi d'accordo su ogni tua parola, forse insisto troppo su una sfumatura.
Ma non posso colorare d'un colore politico una manifestazione, un sit-in in memoria del ragazzo.
Sono liberi di partecipare e ricordarlo tutti coloro che sono contro la violenza, siano essi elettori di Forza Italia piuttosto che della Sinistra Arcobaleno.

Mi chiedi il perché io voglia negare il conservatorismo cattolico di Verona.
A riguardo non mi sono espresso.

mirco ha detto...

Ciao Luca,
se non mi sbaglio domani ci sarà una manifestazione antifascista a Verona,alla quale parteciperà un mio amico nonchè compagno.

mirco ha detto...

Correggo,la manifestazione è sabato.

Luca ha detto...

DALLA STAMPA

...Non sarà silenzioso invece il corteo antifascista promosso da un'assemblea cittadina (che si ritroverà martedì sera in Sala Lucchi) e aperto a tutti previsto per sabato 17, che partirà alle 15 dalla stazione di Porta Nuova per concludersi in piazza Erbe o piazza Dante - i luoghi dello «spriz» attorno ai quali si sono succedute molte delle aggressioni degli ultimi anni. Una piazza tematica nella «zona rossa», piazza Bra, che fu vietata alla manifestazione dei migranti lo scorso 25 aprile, e un corteo da piazza Bra a Veronetta è invece la proposta del Coordinamento Migranti Verona e dell'Est Veronese. Sempre alle 15.
E proprio sulla manifestazione antifascista unitaria si spacca Sinistra Democratica. Mentre l'ex capogruppo in consiglio comunale Nadir Welponer rilascia interviste in cui dichiara di temere che una manifestazione spiccatamente di parte potrebbe essere vissuta dalla città in modo ostile, Giorgio Gabanizza, coordinatore di Sd, sostiene che la posizione ufficiale del partito è di preparare la giornata tutti insieme, senza che qualcuno la organizzi prima di altri.
Decisi i due partiti della sinistra storica: sia Rifondazione, per bocca del segretario provinciale Fiorenzo Fasoli, che i Comunisti Italiani, i quali in questi giorni sono riuniti nel comitato centrale, aderiscono al corteo antifascista. Fasoli precisa: «Noi siamo per la manifestazione più unitaria possibile perché deve essere la manifestazione della città. In questa manifestazione ci stanno benissimo le istanze dei migranti, perché la risposta a questa situazione deve essere data dai veronesi vecchi e nuovi. Ed è per questo che noi lavoriamo perché le due iniziative che ci sono in campo trovino la convergenza e l'unità nel rispetto delle posizioni di tutti».
Martedì intanto «Nazirock», il film di Claudio Lazzaro sulle band neonaziste, girerà per le aule scolastiche cittadine. Una proiezione è prevista all'università (Polo Zanotto) alle 10, un'altra alle 15 al liceo Maffei.

fonte: il Manifesto

Perini era finito in manette al termine di Hellas- Paganese, ma venne subito liberato


Federico Perini il 26 novembre venne arrestato con l’accusa di lesioni aggravate e ingiurie perchè al termine di Hellas-Paganese picchiò tifosi avversari. «Aggrediva due tifosi a partita terminata», recita il capo di imputazione, «in concorso con almeno altre cinque persone» non identificate apostrofandoli «bastardi, terroni..devi fare la fine degli animali...devi morire». Due giorni in carcere e al termine della convalida, fu liberato. In dicembre il processo: patteggò 10 mesi con pena sospesa perchè era incensurato. E il giudice motivò: «ritenuto che ricorrano le condizioni della pena sospesa poichè l’entità della pena e l’incensuratezza lo consentono e sembrando possibile prevedere che per il futuro il predetto manterrà buona condotta di vita e si asterrà dal commettere ulteriori reati anche in ragione dell’effetto dissuasivo che deriva dalla pena oggi applicata»... A suo carico c’è anche un decreto penale di condanna emesso dal gip Paola Vacca per armi.


FONTE: l'Arena