martedì, ottobre 13, 2009

MILANO - CUBA: il ponte della solidarietà

Sabato 1o ottobre a Milano la solidarietà dell’associazione Italia-Cuba ancora una volta a preso materialmente vita.
A dire dei svariati compagni che vi hanno partecipato, la manifestazione è stata un vero successo.
Purtroppo io non c’ero per motivi familiari.
L’avvento ed i preparativi di questa manifestazione, comunque è stata per me un’occasione per poter riflettere un po su tale vicenda.

La triste vicenda che vede oramai da 11 anni ingiustamente incarcerati i 5 eroi cubani, per motivazioni assurde (che potete trovare qui) sta assumendo sempre più un profilo grottesco.
È ovvio che per noi italiani Cuba è comunque un paese lontano, poi se aggiungiamo questo un apparato informativo non sempre limpido ed obiettivo, magari un appartenenza a qualche schieramento politico contrario alla ragion di stato cubana diventa pressoché impossibile avere le idee ben chiare su tale vicenda, ed ovviamente su tutte le vicissitudini cubane.
Per fortuna che esiste internet!!.
Spesso parlando con amici o conoscenti mi rendo conto che nelle loro domande od osservazioni giace già una sentenza di condanna verso Cuba, che mi lasciava inizialmente basito, visto che con certezza sapevo che di Cuba non conoscevano nulla. Ora a distanza di qualche anno, a tali discorsi annuisco con discrezione e con "savu affaire" li invito ad informarsi con maggiore attenzione.
È incredibile e spaventoso come nei riguardi di Cuba certe persone si creino dei castelli di pregiudizi cosi ben radicati.
E non parliamo del caso dei 5, per certe persone che conoscono ben poco di questa vicenda, e che ignorano persino la loro nazionalità e che per qualche strana sinapsi celebrale collegano a Cuba, per loro sono delle spie sanguinarie e basta.
È ovvio che come il governo anche la stampa ha il popolo che si merita e quindi se la D'Addario sui nostri schermi televisivi è stata intervistata dopo lo “Zaire” , figuriamoci se qualcuno può occuparsi con oculatezza di quell’isola comunista e ribelle tanto lontana.

Ma se invece che cubani, i 5 eroi fossero Statunitensi, che impatto avrebbe avuto politicamente e mediaticamente tale vicenda?

Personalmente trovo assurdo ed ingiusto che in certe circostanze esista una visione parziale di Cuba, che di vero esista solo il “male” e che tutto quello che riguarda i traguardi spesso incredibili ottenuti da Cuba siano solamente “propaganda” governativa.
Chi assiste e segue con un po d’attenzione Cuba sa che non è così , non è nella logica delle cose.
Un paese che nonostante un anacronistico blocco economico ha saputo creare situazioni di tutto rispetto e rilievo in vari campi, dal sanitario al scientifico… un paese che gestisce con integerrima risolutezza una situazione sempre sul filo del collasso economico, bombardato dai media prezzolati dall’impero, e che ha saputo sempre andare avanti nonostante tutto, non può e non deve essere tacciato come modernamente vengono definiti certi paesi dagl’esportatori di democrazia, cioè come paese canaglia.

Non è possibile che tanti italiani conoscano la bloguera anticastrista amata da certa stampa italiana, e che non conoscano il caso dei 5 eroi cubani, che come ripeto sono in galera ingiustamente da svariati anni, come è assurdo che a Cuba sia stata creata una medicina straordinaria (hebertrop–p) che cura le complicanze causate dal diabete e che l’impero nordamericano piagato da tale malattia, rifiuti il commercio con Cuba di questo medicinale, per pure motivazioni politiche. Sarebbero innumerevoli i casi assurdi che potrei elencare, ma mi fermo qui.

Le cause e le concause che gettano confusione sul panorama cubano sono svariate, ed è per questo che personalmente cerco di guardare tali vicende adoperando sempre il mio buonsenso, che ritengo sia indispensabile per avvicinarsi all’unica cosa che veramente conta: la verità dei fatti.

33 commenti:

Anonimo ha detto...

Per fortuna che esiste Internet. Vero. Per fortuna che c’è, ma non per tutti. Esiste per noi che da qui possiamo informarci, leggere, crearci un’opinione. Peccato però che non sia per tutti così. Peccato che per i nostri omologhi cubani non sia permesso fare quello che – per ora – è permesso fare a noi, e quindi informarsi, leggere, crearsi un’opinione che non sia quella instillata dal Granma e schiera di giornali satelliti, i notiziari del baffone (“muy buenas tarrrdes a todos Ustedes…”), oltre a quegli interminabili e barbosi dibattiti moderati da quell’in fondo simpatico butterato di Andy, in cui si fa a gara a darsi ragione. Prima che venga comunque seppellito da verbosi discorsi sull’odiosa impossibilità di accesso a Internet per Cuba, dovuta alla mancanza di connessione del cavo che scorre a un manciata di km da Pinar del Rio e causata dal “niet”, anzi dal “not” USA, premetto che sono a conoscenza del problema, ma la maliziosa domanda che mi pongo – e che qualunque persona dotata di senno si dovrebbe porre – è: se venissero meno le condizioni per cui questo divieto venisse cancellato, e Cuba si potesse connettere a banda larga al resto del mondo, concederebbero le autorità cubane la possibilità di connettersi a Internet a chiunque ne facesse richiesta senza filtri? Permetterebbero quindi che anche a Cuba si potesse affermare con sollievo “Suerte que está Internet”, e quindi permettere che si possa fare quello che in questo momento stiamo facendo, qui, adesso? Mi chiedo questo, poiché non capisco come certe affermazioni definitive che vengono indicate nell’articolo sullo stato d’informazione nel nostro paese e che quindi non permettono una esaustiva conoscenza del problema, oggi dei “5 eroi”, domani di qualcos’altro, non possano essere facilmente rovesciate e applicate a quello che è lo stato di informazione a Cuba. E’ evidente, qui da noi, che sia molto più conosciuta “la bloguera anticastrista amata da certa stampa italiana” che non i 5 incarcerati nelle prigioni USA, poiché è un argomento “che tira”, come si dice. Un tema grazie al quale si può puntare il dito contro un paese in cui è prassi comune affermare che vige una dittatura cinquantennale. In Cuba accade esattamente il contrario, ovvero che “la bloguera di moda” sia una perfetta sconosciuta mentre qualunque bambino cubano potrebbe recitare come una filastrocca i nomi dei 5 prigionieri dell’Impero senza sbagliare un cognome che sia uno. Ogni popolo “ha la stampa che si merita”.

Anonimo ha detto...

Dimentichi, che da circa un anno, gli stati uniti anno tolto ogni limitazione per l' uso di linee per internet. Ma il libero governo cubano non ha ancora dato una risposta. Non dimentichiamo che a Cuba, vedere una tv sattellitare straniera è vietato di fatto. Oltre che a permessi odiosi il costo è di circa 600$ all' anno, chi se lo può permettere. Infatti i cubani si nascondono l' antenna nel tank dell' acqua. Ma la mentalità è questa, CENSURARE; CENSURARE. Non far conoscere la verità ai cubani, magari poi iniziano a capire che qualcuno gli racconta balle da qualche decennio. Se qualcuno qua nasconde, la storia dei 5 eroi, a Cuba, si nasconde tutto il resto.
Anonimo poco veneziano.

Francesco ha detto...

Anonimo, se per lei la questione dei cavi negati dal governo statunitense non è importante, fa trasparire quel pressopochismo che spesso si riscontra in parecchi denigratori, che con questo modo di pensare rendono inequivocabilmente sterili i loro commenti, come ad esempio il suo.

Nessuno qui ha la verità in tasca, certo sta che se riflettesse freddamente ed imparzialmente un solo istante potrà facilmente convenire che un popolo ben istruito anche nell'ambito informatico non gli si può negare internet senza un grave motivo come nel caso dei famosi cavi negati ..che senso ha per il governo cubano creare una cultura informatica fine a se stessa...? le ricordo altresi che la giovane bloguerà non scrive da Manattan e probabilmente se è poco conosciuta a Cuba una delle cause può anche essere che suscita scarso interesse. Io penso che l'energia che pervade un popolo veramente stanco possa raccogliere il clamore suscitato da una pseudo ribelle come nel caso della bloguera e proiettarlo più velocemente di qualsiasi linea di internet...vogliamo discutere della "pignatada ribelle" organizzata da questa signora all'habana,(quindi giocando in casa) dove vi furono solamente 2 partecipanti lei e la proprietaria di un'altro blog...?

riassumendo le mie risposte per le altre questioni in un solo concetto posso dirle che le dinamiche per ristabilire una "normale" gestione delle risorse necessita sicuramente di lunghi tempi e non dimentichiamo che le priorità sociali sono tante e le risorse finanziarie sono quel che sono.

Anonimo ha detto...

Forse non mi sono spiegato bene. Capisco benissimo che il problema di connessione cui ho accennato sia esiziale per quanto riguarda l’apertura, internettiamente parlando, di Cuba verso il mondo. Capisco che la responsabilità per quanto riguardi l’hardware, per così dire, esuli dalle intenzioni cubane, per cui nessun pressappochismo, anzi. Credo che le accuse di sterilità possano essere rispedite al mittente. Il fatto comunque non cambia di una virgola il terma che ho indicato e la domanda che chiunque si dovrebbe porre. A corollario poi di quanto già espresso, e facendo mia la sua osservazione, anche io mi chiedo che senso abbia creare una cultura informatica a Cuba se poi questa non potrà trovare applicazione; ma per questo ci sarà solo da vedere nel prossimo futuro, se nel 2010 verrà dato seguito all’intendimento del Venezuela di collegare Cuba al continente sud-americano con fibra ottica. Vedremo quindi gli equilibrismi tecnici e dialettici del regime per giustificare l’impossibilità di accesso alla risorsa per tutta la popolazione. Sul fatto poi che Yoani Sanchez non sia conosciuta a Cuba credo che la sua interpretazione che susciti poco interesse potrebbe avere giustificazione se la possibilità di connessione al web in Cuba fosse diffusa e capillare. Ovviamente se avere Internet a casa e/o in ufficio è privilegio solo di pochi eletti è evidente che la conoscenza del fenomeno non ci può essere. In ultimo è ben chiaro che le priorità sociali sono tante, e le risorse finanziarie siano quel che sono. Il fatto è che queste priorità si trascinano ormai da dieci lustri e non trovano sviluppo se non in deliranti piani economici che si sono rivelati fallimentari con cadenza impressionante e, purtroppo, non sembra di intravedere nessun segnale positivo per il futuro, arroccati come si è alla difesa di un sistema che ha denotato finora limiti drammatici.
Gil Renard

Anonimo ha detto...

Ci sono 2 inesattezze. la prima, da un anno non esiste più blocco di linee internet da parte degli stati uniti. Il governo cubano però non ha ancora fatto nessun atto per collegarsi alle linee offerte dagli usa.
Queste cose il granma non le scrive. Secondo la bloghera, è semplicemente censurata a Cuba. Il sito desdecuba, non accessibile a Cuba. Poi se vogliamo parlare della scuola informatica a Cuba, lasciamo perdere. In quelle scuole, gli insegno word, e come connettersi con la posta elettronica cubana. I Cubani non sanno neanche dell' esistenza dei motori di ricerca. Se vogliamo fare solo propaganda va bene....rispetto, ma se vogliamo parlare di cose serie allora parliamone...
Anonimo poco veneziano

Paolo Rossignoli ha detto...

L'anonimo veneziano confonde, per ignoranza o per malafede, i cavi per internet con il collegamento telefonico.
Tempo fa gli USA hanno proposto la riapertura delle comunicazioni dirette della telefonia, non dell'accesso internet. Tutte le telefonate da e per gli USA passano ancora da una compagnia dislocata a Santo Domingo.
Cuba non ha accettato la riapertura del "filo diretto" perchè ancora in attesa di ricevere i 23 milioni di dollari di parcella telefonica spettante a Cuba da parte delle compagnie USA. Soldi sequestrati dal governo USA a risarcimento per le 3 avionetes. Ricordi anonimo veneziano?

Anonimo ha detto...

Vedi, difensore chissà se in patrocinio gratuito....
Il 13/04/09, il congresso usa ha votato un pacchetto, di norme per alleggerire l' embargo. Tra le norme: Le compagnie di telecomunicazione sarà consentito di chiedere licenze operative per Cuba. In data 22/o5/09 la società itt, presenta regolare domanda, per vendere i propri servizi telefonici , internet, e altro allo stato cubano. L' offerta riguarda, appunto i famoso cavo che passa a pochi km da Cuba. Lo stato cubano non ha dato ancora nessuna risposta. Temo che non la darà mai. Il fatto dei debiti che Cuba richiede....Ti ricordo solo che per l' uso del satellite Cuba è debitrice con le società telefoniche di svariati milioni. Tanto che, le famose chiamate a cal to cal, da Cuba non si possono più fare. Ma questo è capibile dato lo stato finanziario che si trova Cuba.
L' anonimo poco veneziano ( scusa sai ma il protagonista del film muore A.V. muore, non penso che mi vuoi così male)

Anonimo ha detto...

Tanto per finere la notizia. La Tel cubana communications, con sede a Miami, ha depositato ieri, al ministero delle comunicazioni cubano; la proposta di stendere un cavo in fibra ottica tra la Florida e l' havana. Il Cavo lungo 177 km, permetterà il collegamento a banda larga con Cuba. Potrà dare servizzi telefonici, internet e tv via cavo. Il Costo di 18 mio di $, sarà a carico della cubana communications.
La proposta è già stata accetta dal governo statunitense. Che non da nessun impedimento. Chissà cosa dirà il governo cubano. Sicuramente non darà mai una risposta. Internet è pericoloso per una dittatura.....Anonimo poco veneziano.

Luca ha detto...

Anonimo, metti una fimr acon il quale i tuoi interventi possano essere facilmente distinti. Fatti chiamare anche Pierferdinando o Silvio o Gianfranco, non importa...
farò ricerche sugli eventi da te asseriti nelle due date, cercando di capire bene l'offerta di cui parli. Circa gli allegerimenti dell'embargo, cosa hanno a che fare con il tema trattato da Francesco? Sarebbero una sorta di giutificazione verso quelle pene cui ci si sta mobilitando affinché vengano quantomeno alleggerite?

vedo che lei scrive:
"Non far conoscere la verità ai cubani..."
la verità...

Paolo Rossignoli ha detto...

Anonimo veneziano, devi decidere:
da circa un anno, il 13/04/09 o giusto ieri...
la tua tesi sul fatto che gli USA aprono e Cuba non risponde... è ridicola oltre che non corretta.
per "da circa un anno" ti ho già risposto.
"il 13/04/09" Permettere alle società americane di partecipare alle basi d'asta per le licenze di telecomunicazioni a Cuba è solamente una scelta del governo USA, è un vero peccato che a Cuba non si decida forniture per basi d'asta, specialmente in un campo tanto delicato.
"giusto ieri..." mi presti la tua palla di vetro... o sei un vero premonitore, visto che ne accennavi qualche giorno prima?

Anonimo ha detto...

Vedi, se sai leggere e capire, sono due offerte diverse.
Vediamo se quest' ultima va in porto. Ci credo poco. Cuba non ha nessun interesse ad aprire le comunicazioni, per ovvi motivi. Se ti piace essere ironico mi fa piacere, ma la tua è solo una forma per non argomentare. Certo che fa pensare che il ministro del' informatica e telecomunicazioni di chiama Ramiro Valdes, uomo della sicurezza cubana per antonomasia. Comunque dalle risposte che dai, a te non interessa arrivare ad una conclusione, che per te sarebbe negativa. Quindi in maniera maldestra e scusami un po' ridicola giochi al gatto e al topo. Quello che dico è vero due offerte e nessuna delle due accettata. Vuol dire che anche quando il blocco viene tolto dagli Stati Uniti, a Cuba non frega nulla. Chissà perchè certe notizie non appaiono mai su i giornali Cubani......
Una buona notte e sogni d'oro Anonimo poco Veneziano....

mirco ha detto...

Ciao compagni,a proposito di soliedarietà date un'occhiata qui:
http://www.telereggio.it/news.php?id=16382

Paolo Rossignoli ha detto...

vista dall'anonimo veneziano la cosa dovrebbe funzionare così:
"io" (detto USA) mi autorizzo ad aprire
un collegamento internet a pagamento e sottoposto ad ogni controllo verso la tua abitazione (detta Cuba) alle condizoni che voglio io,
Considerato: che sono la prima potenza economica e militare del mondo, con il quasi totale monopolio delle agenzie di stampa e delle tecnologie informatiche, mentre tu sei solamente un poverino del terzo mondo che si è messo in mente di insegnare ad usare i computer a quei quattro tuo poveri ospiti ignoranti.
Dichiaro che, se non riceverò risposte o tanto meno accettazioni in merito, avrò il diritto di giudicarti come censore e liberticida degli abitanti del tuo appartamento.

Ps. io faccio il sarcasmo mentre tu resti l'anonimo veneziano...

Anonimo ha detto...

Quello che dici è giusto. Ma purtroppo se la tecnologia l' hanno le ditte statunitensi che ci vogliamo fare.
Per 10 anni Fidel l' ha menata con la mancanza di potersi collegare con il famoso cavo. Facendo calcoli di quanto costa la telecomunicazione a Cuba che per colpa di questo non si poteva dare il latte ai bimbi. Non pagando bollette per protesta . Ora cade questa parte di blocco, sembra che gli Usa abbiano fatto un dispiacere a toglierlo. Scusa allora è la storia del signor intento, non si arriverà mai da nessuna parte. Le condizioni sono da trattare, per carità, ma a vista d'occhio porterebbe un grosso guadagno anche per il popolo cubano. Molto probabilmente Cuba non ha nessun interesse, a sviluppare la rete, per i motivi che tutti conosciamo. per il controllo che viene a mancare. Per la scuola informatica cubana, se facciamo propaganda va bene tutto, se vogliamo dire cosa è in realtà , cioè nulla, basta metterci d' accordo in che canoni vogliamo rimanere e discuterne.
L' anonimo, poco veneziano perchè bolognese, comunque poco importa chiamami come vuoi.

Anonimo ha detto...

Per concludere, come tutti ci auguriamo che lo scandaloso blocco venga soppresso al più presto. Questo tipo di situazioni saranno all' ordine del giorno, prima con le telecomunicazioni, domani con i trattori, per esempio, lo stato cubano dirà non compro trattori norte americani, perchè non voglio stare alle loro condizioni di prezzo di mercato, o che se io perchè sono schiavo per i pezzi di ricambio. Io rimango dell' idea che al momento che cade il blocco, la dittatura cubana crolla su se stessa. Mi spiace ma le avvisaglie già con questa mini soppressione del blocco già si vedono. Chiaramente questa è una mia idea, senza nessuna base reale. Animo, veneziano / bolognese.

Francesco ha detto...

"Io rimango dell' idea che al momento che cade il blocco, la dittatura cubana crolla su se stessa"

anonimo bolognese, non pensi che se tanti come te sono arrivati alla conclusione che la politica cubana senza blocco imploderebbe, potrebbe trarre questa stessa conclusione anche l'intelligence nordamericana o chi per loro, ed agire di conseguenza?
ti chiedo che senzo ha per i nordamericani continuare con questa politica che non da risultati da 50 anni se semplicemente levando il blocco raggiungerebbero il risultato tanto agoniato?

Anonimo ha detto...

Francesco sei sicuro che gli usa vogliono, la caduta della dittatura Castro? Per avere poi un concorrente a 90 miglia da casa. Che produce pomodori, verdura, frutta, magari,con qualche industria, che produce a prezzi bassissimi con tecnologa cinese. Meglio tenere i Castro, che con la loro incapacità non fanno concorrenza a nessuno. sai alle volte essere nemici, si è meglio che amici. Come è la storiella dei due ladroni, nemici di giorno amici di notte.
Ho fatto un ragionamento a proposito del piccolo sblocco avvenuto. ma scusate perchè non fanno decidere al popolo cubani, sul da farsi. Non è una democrazia del popolo. Dove il popolo decide il suo destino. Ma fino ad oggi nessuno del popolo sa di questa novità. Ne che gli usa hanno tolto, il blocco sulle telecomunicazioni, tanto meno le offerte che sono arrivate. Ma nei municipi, nei cdr, di che parlano? Se la classe lavoratrice cubana non ha notizie, per prendere le decisioni. C'è qualcosa che non mi torna.
anonimo veneziano/bolognese/ Sasso Marconi.

Luca ha detto...

Grazie della segnalazione Mirco...ne aspetto altre sempre ben accette.

omar ha detto...

All' anonimo Veneziano/........ La tua disamina potrebbe anche essere giusta. Ma lo scenario che tu prevedi arriverebbe dopo anni. Prima, sai che rogne per gli Usa, se i Castro dovessero cadere. Almeno 5 milioni di cubani tenterebbero lo sbarco negli usa. Creando un problema umanitario non indifferente, direi epocale. Mettendo in fortissimo imbarazzo gli stati uniti. Se pensiamo come è messa cuba, senza infrastrutture, case, un agricoltura quasi inesistente; gli stati uniti avrebbero l' obbligo morale e no solo, di fare grossi investimenti a fondo perduto in quel di CUBA.
Insomma chi gli lo fa fare, meglio i cani da guardia, dei castro. Sono convinto che i governanti Americani, una preghierina una volta alla settimana la fanno perchè nulla si muova a Cuba. Di questo, i governanti cubani, ne sono consci e ringraziano gli usa . Peccato che molta gente queste cose non le capisce, credendo alla propaganda. Chi a quella cubana, chi a quella statunitense.
Omar.

Anonimo ha detto...

scusa anonimo vorrei che mi commentassi questi dati: visto che nessun cubano collegarsi a Internet, Come fa Sanchez ha esprimersi se non ha accesso a Internet? Prendiamo l'esempio del mese di maggio: il suo ultimo discorso è del 27 maggio 2009. Ha inoltre scritto il 25 maggio, 23 maggio, 22 maggio, 19 maggio, 18 maggio, 16 maggio, 15 maggio, 13 maggio, 10 maggio, 9 maggio, il 7 maggio 6 maggio, 4 maggio, 2 maggio, 29/28/27/26/25 aprile, 23 aprile e il 21 aprile 2009. Così, nei mesi che precedono la pubblicazione della dichiarazione di RSF su Internet a Cuba, Yoani Sanchez è stata in grado di connettersi a Internet, da Cuba, almeno 18 volte[3].

RSF non ha esitato a contraddire una pubblicazione con un’altra. Così, in una relazione del marzo 2008 sui giornalisti indipendenti a Cuba, l'entità di Parigi, sottolinea che "il blog di Yoani Sánchez è parte di un più ampio portale, Consenso/Desdecuba.com”, sostenuto da cinque blogger e con la consulenza di una Redazione di sei persone. Il suo scopo è principalmente di commentare l’attualità politica del paese. Il sito pretendere di aver superato i 1,5 milioni di clic nel febbraio, dopo un anno di esistenza, di cui 800000 sono nel blog Generación Y. Più impressionante, il 26% dei visitatori sono domiciliati a Cuba, al terzo posto dopo Stati Uniti e Spagna [4]. Una semplice domanda: Com’è che "il 26% dei suoi lettori sono cubani" possono vedere il blog di Sanchez su Internet, se è vietato?[5]

COME VEDI ANONIMO LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE.

Anonimo ha detto...

Sicuramente le bugie hanno le gambe corte, ma tu evidentemente hai la vista appannata. Mai ho detto che a Cuba non ci può connettere a internet. Sarebbe un affermazione stupida. a Cuba ti puoi collegare ad internet, con costo di 6 cuc all' ora. Pari a mezzo stipendio di un lavoratore cubano. Esistono molte aree del paese dove non c'è collegamento, oppure non si trovano pc collegati alla rete. Il prezzo,e la mancanza di pc collegati, la nomenclatura ha sempre incolpato il bloqueo di questo. Ma ora che il bloqueo nelle telecomunicazioni non c'è più, a chi bisogna dare la colpa?
Commentare quello che scrivono altri, non è affar mio. Comunque hanno scritto qualcosa di inesatto.
Anonimo, mettete voi la città.
P.S. mi sarebbe piaciuto che commentaste quello che scrivo io non quello che scrivono altri, fra le altre di argomenti che non abbiamo neppure toccato.

Anonimo ha detto...

Leggo ora scusate, ma lo sai che il blog della sanchez viene ripetuto, su moltissimi siti. Desdecuba è censurato. Di questo ne sono sicuro del 100%.

Paolo Rossignoli ha detto...

"Ma ora che il bloqueo nelle telecomunicazioni non c'è più"....

Bisognerà avvisare subito Chavez!!!
che insieme ad una impresa cubana,
ha appena finanziato con 68 milioni di dollari il nuovo cavo a fibre ottiche di 1630 chilometri che vadal Venezuela a Santiago di Cuba, toccando Giamaica e Trinidad, e che sarà pronto entro il 2011.

Anonimo ha detto...

Perchè spenderne 67 milioni $ quando con spesa zero, si può ottenere lo stesso risultato. Lo sanno i lavoratori cubani dove vanno a finire i loro soldi?
Cuba nella situazione economica che si trova può permettersi questo? Perchè il popolo non deve sapere, che potrebbe risparmiare questi soldi, e magari essere investiti in trattori, ripristino delle abitazioni, insomma migliorare la vita, arrivata a condizioni minimali. Siamo sicuri che questa grande opera sta avanzando o sono solo le solite bugie del regime.
Vedete, la vostra falsa coscienza piegata al potere dominante cubane, non vi fa onore. Il popolo lavoratore cubano per voi sono solo delle pedine, da muovere a piacimento della dittatura cubana, complimenti per il vostro buon cuore.
Anonimo fate voi la città

Francesco ha detto...

anonimo,
non ti offendere ma il mestiere del geopolitico non fa per te...le stai sparando grosse...

PS.sarebbe gradito un NOME per chi commenta...non è difficile ve lo assicuro!!!!

Anonimo ha detto...

Francesco prego, argomenta, dove lo sto sparando grosse. Se fai delle battute a monosillabi non comprendo. Sono tutto orecchi. La mia comunque non è geo politica nulla a che vederè con la territorialità, è tuttal più micro economia territoriale.

Rimango un anonimo, le 1000 voci di Cuba che non possono parlare. Ne hanno zittita una proprio ieri.

Luca ha detto...

Ma cosa sono le domandine anonimo, sulla "microeconomia"? Maddddddaaaaiii. Te la faccio io una semplice semplice, non complichiamoci la vita con i numeri se non li si sa usare.
Semplicemente perché invece di tirare in ballo il popolo cubano (ovviamente schivizzato dal regime castrista) non tiriamo in ballo quello americano chiedendo a loro se è arrivato il momento di finirla con questo blocco economico...?
Giochiamo a carte scoperte.
Poi, investimenti ogni governo sbaglia e fa grandissime cazzate...come la centrale nucleare nei pressi di Cienfuegos mai terminata...quella andava finita!!!!
Ma noi italiani...meglio star zitti a tal riguardo non ti pare???

Altra cosa....firmati e smettila di fare il prezioso...firmati "il paladino dei diritti umani" o "il falegname allergico alla segatura" o "vino rosso a più non posso" ma firmati altrimenti ti banno.

anonimo,poco........ ha detto...

Vedi Luca, l' embargo lo togliamo subito, così la smettiamo con questa tarantella. Il bloqueo è la cosa più schifosa che esista. Per la centrale di cienfuegos, per fortuna che non l' abbiamo finita, se no a quest' ora non staremmo parlando di Cuba, ma solo piangendola(questa è solo una mia idea). Ma quello che mi chiedo, se Cuba ha una democrazia dal basso, perchè, il popolo lavoratore non è conoscenza delle cose. Come fa a Decidere. Oppure più semplicemente, decide qualcuno dall' alto, mai stato eletto se non in maniera plebiscitaria, che da 50 anni fa i suoi comodi. Chi comanda pensa solo al suo di orgoglio, con questa interminabile guerra contro gli Stati Uniti, senza pensare ai bisogni di un popolo. Che non ne può veramente più.Questo mi chiedo umilmente. La vostra falsa coscienza, non si chiede queste cose.
Per quanta riguarda i numeri, penso che li so far girare abbastanza bene, ma la mia era solo la risposta sulla geo politica, cosa che qui nessuno ha trattato, mai si è parlato di influenze carabiche, o gestioni di politica centro e sud americana.

Anonimo ha detto...

Certo che siete bravi, a non affrontare i discorsi.
Addirittura, se le cose non sono come volete voi minacce di bannare. Bravi, il sistema lo conoscete bene.

Luca ha detto...

Intanto ti sei firmato sappiamo a chi ci rivolgiamo a vicenda. Ottimo punto di partenza.
Lasciamo stare discorsi di coscienza vera o presunta tale...come ogni discorso psicologico ed astratto non ha cardini scientifici su cui poggiare e quindi non mi interessa. E comunque è un discorso personale che non credo debba essere affrontato toccando queste tematiche. Meglio non imitare i toni sconci del dibattito televisivo direi.
Rallenta caro, rallenta. Se i numeri li conosci si ragione attraverso e con essi. Si parte dal punto uno e senza averlo affrontato ed ultimato non si procede al secondo per poi tornare a ritroso.
Quindi..."il bloqueo lo togliamo subito" tu dici...Bene. Hai centrato il punto. E' quello che stiamo attendendo ove il subito è un divenire perpetuo che si protrae da mezzo secolo e che asfissia una economia.
Cuba attende questo subito. E così io stesso. E nel frattempo posso solo denunciare ciò che ritengo uno schifo.
Quel che intanto si fa è istruire e dare dignità ad un popolo...che soffre e ne ha le palle piene...di questo bloqueo per l'appunto!!!

anonimo poco..... ha detto...

Le conseguenze del bloqueo sono molte. Alcune discriminanti verso Cuba, altre usate per avere una scusa per tenere il popolo tranquillo. Ma i cubani sanno benissimo scindere le due cose. Come già detto, ai Casrto il bloqueo fa molto comodo, meno alla classe lavoratrice cubana. Luca, sei sicuro di quello che dici, ti fai portavoce tranquillamente che i cubani non abbiamo le scatole piene della loro situazione. Ripeto, il popolo cubano, non ha possibilità alcuna di controllo verso il potere dominante. Questo perchè la dittatura Castro, no permette una libera stampa una libera opposizione.
Il lavoratore cubano, non ha un libero sindacato per chiedere giuste condizioni di lavoro. La retorica e la propaganda,sono l' arma che usa il potere per sopprimere un popolo, da scelte democratiche e collettive. Questo non si chiama socialismo, è l' esatto contrario. Come più volte detto da Lenin, quando uno stato diventa sfruttatore del suo popolo, si parla di capitalismo di stato. Ecco cosa c'è a Cuba. Per i veri socialisti, questo è disdicevole, e assurdo. Ricordiamo che con questo comportamento da parte della dittatura cubana, porterà un inevitabile crollo, della situazione portando alla distruzione anche le vittorie della rivoluzione, che calpestando di continuo il Marxismo, cancellerà ai noi, tutte le ideologie di ugualianza sociale. Voi ricordate che con l' appoggio costante alla dittatura castrista, ne siete parte delle colpe.

Luca ha detto...

Ho detto punto uno - rimozione del bloqueo - con esso cadono anche le evenutali, da te citate "scuse".
Il resto del tuo intervento è una tua deduzione.
Non posso battermi per mille cose al tempo stesso non trovi? Anche tu sei contro al bloqueo da quanto hai detto.
Non c'è alcuna giustificazione a questo (ehmm) "embargo".

anonimo poco........ ha detto...

Certo non c' alcuna scusa per l' embargo. Cosa inutile.
Ma non c'e neanche nessuna scusa, per la mancanza di libertà a Cuba. Ma questo per voi è solo fantasia, visto che dite che la libertà è un fatto, soggettivo, vero. Non c'è nessuna scusa, per la pessima qualità di vita del popolo lavoratore cubano. Non c'è nessuna scusa che da 50 anni il popolo cubano non può decidere chi li governa. Non c'è nessuna scusa che i fratelli castro e i loro 4 amici vivono da re, alle spalle del popolo. Ma tutto questo secondo voi sono bugie. Quindi, sono solo mie deduzioni. Lo spero per diecimilioni di cubani, che per voi non esistono.