Celia Sanchez: sensibilità e patriottismo
Ripassare la vita di Celia Sanchez Manduley in occasione del 30°anniversario della sua morte, l'11 gennaio 1980, costituisce un appassionante esercizio che arricchisce la sensibilità e la fibra patriottica.
Contrastano immediatamente la figura minuta e l'essere discreto di questa singolare donna, con un'enorme capacità per avere influenza sugli avvenimenti in cui è intervenuta ed impregnarli del suo segno distintivo personale. Nei mesi anteriori allo sbarco degli spedizionieri del Granma, la giovane avvocata di Manzanillo ha lavorato infaticabilmente ed ha assunto degli innumerevoli rischi nell'assicurazione dell'audace operazione concepita in Messico dal leader del Movimento 26 di luglio, Fidel Castro. Il suo lavoro organizzativo, realizzato precedentemente nelle zone di Manzanillo, Pilon e Niquero, era stato destinato a creare una rete clandestina, in grado di offrire sostegno allo sbarco e garantire la sopravvivenza degli spedizionieri. Questo complesso compito le ha richiesto una costante mobilità in un territorio eccessivamente vigilato, ragione per la quale doveva impiegare tutta la sua astuzia e la sua intelligenza. La missione è diventata molto più complicata e rischiosa dopo la dispersione degli uomini del Granma, provocata dall'attacco sorprendente di cui sono stati oggetto a Alegria de Pio. Durante lo sviluppo della guerra, il suo contributo sarebbe stato costante e prezioso, al punto che sarebbe diventato indispensabile. Lo ha fatto di tale modo che ha fatto diventare la cosa eccezionale in quotidiana con quel modo tanto speciale di affrontare le maggiori responsabilità, nel contempo che si occupava apparentemente dei dettagli insignificanti. Dopo il trionfo della Rivoluzione, lei ha messo a disposizione la sua capacità e la sua energia per eseguire in modo esemplare le responsabilità che gli sono state assegnate dallo Stato. Allo stesso tempo, stava attenta alle necessità della popolazione e dei suoi compagni di lotta. Grazie alla sua meticolosità esistono oggi più di 70 mila documenti della lotta insurrezionale cubana, decine di migliaia di materiali grafici, oltre a esemplari di rapporti, della stampa clandestina ed altre preziose attestazioni. Con lo scopo di ottenere questo incalcolabile tesoro, ha collocato persino dei fogli di carta carbone sotto le note scritte da Fidel, perfino nelle più complesse condizioni della guerra nella Sierra Maestra. Ha organizzato e conservato tutto nell'Ufficio di Temi Storici del Consiglio di Stato, come possono farlo soltanto coloro che sono impregnati di un profondo sentimento di responsabilità e di amore, e possiedono inoltre un carattere in grado di riunire dolcezza, affetto, passione ed allegria di vivere. Giusta ed esatta la definizione di Armando Hart, quando nei suoi onori funebri ha espresso:
“Celia era e sarà sempre per tutti i suoi compagni, la fibra più intima ed amorevole della Rivoluzione cubana: la più affettuosa delle nostre sorelle. Il più autoctono fiore della Rivoluzione”.
L’Avana, 8 gen (Prensa Latina)
“Celia era e sarà sempre per tutti i suoi compagni, la fibra più intima ed amorevole della Rivoluzione cubana: la più affettuosa delle nostre sorelle. Il più autoctono fiore della Rivoluzione”.
L’Avana, 8 gen (Prensa Latina)
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